Diario di viaggio: I Grandi Parchi Americani da Chicago al South Dakota passando per le Great Plains.

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La scusa regge.

Il visto ESTA per poter entrare negli Stati Uniti fatto l’anno prima è ancora valido (ha validità biennale).

No, in realtà non regge.

Ma la voglia di scoprire i parchi USA è troppa e così, per il secondo anno consecutivo, partiamo per il nostro on the road.

Dall’Italia, prima di partire, ci muoviamo solo con quattro semplici mosse:

 

  1. Prenotiamo il volo. Lufthansa, diretti a Chicago (da lì, il viaggio in auto sarà più lungo rispetto che atterrare a Denver, ma vogliamo assolutamente attraversare le Great Plains!)
  2. Noleggiamo l’auto. Tramite internet con la società Alamo, compagnia che consiglio per la sua serietà e professionalità.
  3. Acquistiamo on line il pass America the Beautiful che, con un costo di 80 $, permette di entrare in tutti i National Park/Forest americani. Se si decide di vederne molti è conveniente, basti pensare che solo Yellowstone e Grand Teton costano 50$.
  4. Prenotiamo l’ostello per  la prima notte a Chicago.

    Entrata del Wind Cave NP
    Entrata del Wind Cave NP

 

Pronti, partenza…via!

 

Arriviamo a Chicago nel pomeriggio, dopo un breve scalo a Francoforte. Troviamo subito il quartiere greco dove abbiamo prenotato l’ostello (i prezzi sono ragionevoli ed il quartiere è comodo al centro).

Alloggiamo in camera doppia con bagno in comune, il bagno privato ha costi troppo elevati per i nostri standard!

Dopo aver posato  velocemente i bagagli, decidiamo di uscire subito, benchè il jet lag si faccia sentire. Vogliamo adattare il prima possibile il nostro cervello ai nuovi orari.

 

Il "fagiolo" del Millenium Park
Il “fagiolo” del Millenium Park

 

 

Chicago ci sorprende per la sua alternanza tra vecchi palazzi e moderni edifici. Saliamo sulla Willis Tower e viviamo l’esperienza dello Sky Deck (un cubo totalmente trasparente  che si protrae nel vuoto, dando la sensazione di essere sospesi).

Ormai è sera, ceniamo con un pò di frutta presa ad un 7Eleven e collassiamo in camera.

 

Un pò ancora di Chicago e…on the road again!

 

Il giorno successivo la stanchezza del viaggio sembra ormai un ricordo!

Colazione veloce (memorabile la scena del proprietario greco che controlla cosa prendiamo dal buffet) e ci dirigiamo verso il Loop.

Vista di giorno, Chicago ci conferma quanto intuito la sera prima: lo skyline, il Millenium Park con la sua famosa scultura del fagiolo rendono la città unica.

Percorriamo la Magnificent  Mile la strada più famosa della metropoli, con i suoi fasti e i suoi negozi, girovaghiamo per il centro e…in un attimo è già ora di recarci a ritirare l’auto!

Per scelta, abbiamo deciso di dedicare la maggior parte del tempo all’America delle campagne e dei parchi, tematizzando il viaggio.

 

Granaio nelle Great Plains
Granaio nelle Great Plains

 

Salutiamo così l’Illinois e ci dirigiamo verso il Wisconsin, passaggio obbligato per il nostro tour!

Sulla strada, troviamo un tipico locale (di quelli che proiettano sui televisori lo sport e servono solo hamburger) e decidiamo di cenare…sono le 20.00 e per poco non troviamo la cucina chiusa!

Pernottiamo nei pressi di Burke (Wisconsin) in un motel…74$ con colazione.

 

 

Le Grandi Pianure. Ovvero dove nascono i pop corn.

 

Sveglia alle ore 06.00 per affrontare i 1000 chilometri che attraversano le Great Plains. I campi di mais sono ovunque, il paesaggio costante è interrotto solo dai silos e da qualche fattoria.

Dorothy e il Mago di Oz sicuramente ci osservano mentre attraversiamo queste grandi pianure.

Mitchell, un paese sperduto tra i campi di mais, lungo la I-90 che attraversa il Minnesota al confine con l‘Iowa ci fermiamo per dare uno sguardo veloce al Corn Palace, un pacchianissimo palazzo decorato con pannocchie. All’interno un  mercatino vende prodotti di ogni tipo tutti ottenuti…indovinate con cosa? Ma col mais naturalmente!

 

Corn Palace
Corn Palace

 

Proseguendo sulla I-90 in serata si abbatte un tornado che ci costringe a fermarci a Kadoka, in South  Dakota. L’esperienza del tornado ci rimarrà impressa per sempre: buio in un attimo, vento così forte da spostare l’auto e pioggia che arriva con lampi e tuoni mai visti prima!

Tutte le auto si ritirano dalle highway e noi facciamo appena in tempo a trovare un motel per chiuderci velocemente in camera.

Come puoi attraversare le grandi pianure senza conoscere un tornado?!

 

Badlands National Park

 

La mattinata inizia attraversando la verde prateria, con mandrie di mucche allo stato brado e laghetti che riflettono i raggi dell’alba (questa volta sveglia alle 05.30 per goderci il parco da soli!).

Affrontiamo i saliscendi delle Badlands e facciamo un’escursione a piedi nelle terre selvagge del vecchio west.

 

Il parco deve il suo nome ai nativi americani che vedevano questa terra ricca di calanchi piuttosto inospitale.

 

Badlands NP
Badlands NP

 

 

Una breve visita ad una vecchia base missilistica costruita durante la guerra fredda e ci dirigiamo verso il Mount Rushmore National Memorial, ovvero il monumento più patriottico che ci sia!

 

Mount Rushmore National Memorial

 

Che tu sia filoamericano o meno, il monte Rushmore con i suoi 4 presidenti scolpiti nella roccia mozza il fiato.

Benchè sia ben visibile da lontano per via della sua altezza, merita senz’altro una visita ravvicinata. Il memorial è curato nei minimi dettagli, con passerelle che permettono di arrivare fin sotto le statue dei presidenti. Senza esagerare posso dire che si può vedere perfino dentro al naso di George Washington! Si attraversa un lungo corridoio con 50 pilastri con ognuno la bandiera e le informazioni fondamentali di ogni Stato.

 

Mount Rushmore
Mount Rushmore

 

Salutati i presidenti George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln troviamo un cottage nella poco distante Hill City.

Aperitivo in un birrificio locale con un delizioso vassoio di degustazioni di birre artigianali e ceniamo in un vecchio granaio riadattato a ristorante.

 

Black Hills National Forest

 

Colazione con french toast e mirtilli nel downtown di Hill City, nel dirigerci verso le Black Hills ammiriamo un’altra statua scolpita nella montagna: quella di Cavallo Pazzo che, una volta terminata, sarà la statua più grande del mondo.

Le Black Hills, con la sua alternanza di foreste e praterie, ha fatto da sfondo al film “Balla coi Lupi”. Condivisibile la scelta del regista, sono paesaggi incontaminati che ricordano il vecchio West.

 

Black Hills NP
Black Hills NP

 

Dopo un’escursione a piedi in questo meraviglioso parco, ricco di laghi e alte sequoie, nel quale ammiriamo scoiattoli e altri tipi di roditori, ci dirigiamo verso il Custer State Park.

 

 

Custer State Park

 

I dati ci dicono che la più grande mandria di bisonti degli USA si trova qui.

Così siamo pronti ad incontrare questi grandi animali, con le dovute distanze ovviamente, in quanto cartelli sparsi per i parchi ci dicono che ogni anno fanno più vittime degli orsi, sopratutto grazie a turisti sprovveduti che li scambiano per docili mucchine! Il temperamento dei bisonti è differente!

 

Bisonte al Custer SP
Bisonte al Custer SP (ho un buon obiettivo…non mi sono avvicinata tanto!)

 

Ci addentriamo con una piacevole passeggiata a piedi lungo dei saliscendi, e vediamo centinaia di animali: cani della prateria praticamente ovunque, cerbiatti, caprioli, capre di montagna ma di bisonti…neanche l’ombra!

Un pò rammaricati, decidiamo di imboccare con l’auto una strada sterrata e…come per magia un’enorme madria di bisonti ci blocca la strada!

Dopo 1000 fotografie visitiamo ancora il vicinissimo Wind Cave National Park, dove i cani della prateria quasi si fanno accarezzare.

Percorriamo una bellissima scenic byway e ceniamo in un locale super zozzo insieme ad un gruppo di harleysti (in zona per il raduno annuale a Sturgis).

Harleysti diretti al raduno di Sturgis
Harleysti diretti al raduno di Sturgis

 

Pernottiamo al motel Rodeway Inn a Sundance, già sulla strada per il parco di Little Big Horn nel Montana.

 

Finisce qui la prima parte del diario di viaggio dedicato ai grandi parchi americani partendo da Chicago, passando per le Great Plains e arrivando in South Dakota.

Nella parte seconda vi racconto la continuazione del viaggio, durato in tutto 3 settimane, NEI PARCHI DEL MONTANA FINO AL WYOMING leggi qui!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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