Diario di viaggio in India. Per quanto tu sia preparato, non sarà mai abbastanza.

Ci dicevano l’India che era un Paese imprevedibile. E io vi dico che imprevedibile è solo uno dei tanti appellativi che le si possono dare. L’India ti rimane, volenti o nolenti.

Profilassi di vaccini obbligatori effettuata mesi prima (per informazioni cliccare sul sito).

Ottenimento del visto senza il quale non è possibile entrare.

Finalmente partiamo con un volo Aeroflot via Mosca diretti alla scoperta del Paese più strano che abbia mai visto.

 

Le sorprese infatti iniziano già appena scesi dall’aereo a New Delhi: l’aereporto era in pieno black – out (erano circa le 3.00 del mattino) e tutto era bloccato.

Abbiamo atteso fino alle 5.00 circa perchè la luce tornasse e la dogana ripartisse (ebbene si, non potevano timbrarci il passaporto e di conseguenza, eravamo in una marea di gente accampata nella no men’s land!). Una volta sbrigate le pratiche, con 2 notti insonni in carico partiamo e ci dirigiamo alla stazione dei treni di New Delhi per iniziare il nostro percorso che prevede come prima tappa la bellissima Jaisalmer.

Tuk tuk a Delhi
Tuk tuk a Delhi

New Delhi ovvero come sopravvivere in una stazione indiana.

 

Con un pò di fatica troviamo la stazione dei treni di New Delhi. E’ facile imbattersi con per persone che per forza vogliono portarti  da…il classico amico, parente o cugino che sicuramente potrà aiutarci a trovare altre forme di trasporto in quanto la stazione ha preso fuoco, è in ristrutturazione, è stata trasferita su Marte ecc…

Viaggio in treno. Rigorosamente terza classe
Viaggio in treno. Rigorosamente terza classe!

 

Lì, tra le scimmie e la moltidudine di persone  prendiamo il treno prenotato dall’Italia (dal sito governativo indiano delle ferrovie) nelle carrozze “sleeper class” (le più economiche). Ci promettiamo di spalancare gli occhi e ammirare tutto il paesaggio che ci verrà offerto da questo lungo viaggio ferroviario ma…il sonno arretrato di 2 notti insonni prende il sopravvento.  Così, nonostante tutto il contesto (persone che urlano, litiganti, sporcizia, venditori di cibo ad ogni fermata ecc.) dormiamo praticamente per quasi tutto il percorso.

 

Non è forse questa la vera essenza dell’India?!

Jaisalmer: la città di arenaria gialla

 

Dopo 18 ore di treno arriviamo finalmente a Jaisalmer nella magnifica regione imperiale del Rajasthan. Abbiamo subito la senzazione che finalmente la ruota della fortuna stia girando a nostro favore: un  ragazzo ci attende e ci conduce nel nostro albergo in arenaria gialla (come quasi tutte le costruzioni di Jaisalmer).

Il tempo di una doccia rinvigorente e con le luci del tramonto, usciamo alla scoperta di questa città ricca di colori e contrasti.

Donne in strada
Donne in strada

Nel passeggiare senza meta all’interno dei vicoli della città, ci ritroviamo in un mercato locale dove il profumo delle spezie e della verdura si mischia all’odore delle vacche, che considerate sacre, girano indisturbate per le vie.

Ceniamo in un ristorante locale e ci facciamo conquistare dal cibo indiano (assolutamente da provare i Dum Aloo e il Palak Paneer).

 

La vista  sul forte illuminato al crepuscolo è splendida.

 

Da evidenziare che le vie della città, come la maggior parte delle città indiane, non sono illuminate alla sera. Molta gente dorme per strada su carri o addirittura a terra. Prestare  attenzione se si esce a piedi di sera è importante, ma  lo è di più ricordarsi che l’India è un Paese di grandi contrasti, dove la povertà va a braccetto con la ricchezza.

 

Al mattino successivo ci dirigiamo alla scoperta del forte di Jaisalmer. All’interno una serie di templi giainisti sono pronti per essere ammirati…il Dio Shiva è ovunque!

Dopo una giornata passata a visitare ogni piccolo antro del forte, e dopo esserci tolti e messi le scarpe centinaia di volte per entrare in ogni tempio usciamo stremati.

 

Particolare di tempio giainista
Particolare di tempio giainista

 

Non è tempo per riposarsi! Ci dirigiamo subito all’appuntamento con una guida locale per la prenotata visita pomeridiana nel deserto indiano di Thar.

Il deserto indiano e le sue sorprese

 

Saliamo su una jeep attrezzata per l’avventura con altre due simpatiche coppie. Dopo la visita di qualche tempio proseguiamo la nostra escursione con una tappa su delle dune per ammirare il tramonto nel deserto.

 

Tramonto nel deserto indiano
Tramonto nel deserto indiano

 

Lo sapete che nel deserto indiano non piove mai?! Bene, perchè al ritorno, ormai al buio, i Monsoni decidono di accanirsi su di noi (eppure le scarpe nei templi me le ero sempre tolte!).

Una pioggia battente, simile ad una tempesta si accanisce sulla nostra jeep che molto velocemente si impantana nella sabbia bagnata e noi rimaniamo bloccati.

Soluzione: tutti quanti (la guida e noi 6 occupanti) scendiamo dalla jeep e con un ottimo gioco di squadra la spingiamo fuori dall’impantanamento. Rientriamo fradici sul mezzo (l’adrenalina ha fatto si che per il prosequo del viaggio di ritorno alzassimo il volume dell’autoradio e cantassimo a squarciagola canzoni indiane fino all’hotel).

 

Probabilmente la guida avrà rassegnato le dimissioni dopo quell’esperienza per problemi ai timpani!

Jaipur: la città rosa

 

Il giorno successivo ci aspetta il trasferimento per Jaipur.

Arriviamo nella città rosa alle 5 del mattino e ci dirigiamo verso l’hotel prenotato anticipatamente dall’Italia. L’albergo si rivela pieno di amorevoli….scarafaggi!

Dopo averne uccisi il più possibile ci infagottiamo nel sacco lenzuolo portato da casa e dormiamo per qualche ora. Dopo 2 ore siamo già in giro per la città che si rivela ricca di palazzi e costruzioni sfarzose.

Tempio nell'acqua a Jaipur
Tempio nell’acqua a Jaipur

Un’altro controsenso di questo meraviglioso Stato.

 

Agra e il suo Taj Mahal

 

Dopo una sveglia alle 4.30 riprendiamo i nostri zaini e alle 06.00 siamo già su un’altro treno che ci porterà ad Agra, città che ospita il meraviglioso Taj Mahal.

 

Che altro dire…un’opera monumentale in marmo, un inno all’amore fatto costruire dall’imperatore Shah Jahan per commemorare le spoglie della moglie preferita. Sicuramente se si organizza un viaggio nell’India del Nord è sicuramente una tappa obbligatoria.

 

Il Taj Mahal
Il Taj Mahal

 

La città di Agra è anche la sede dell’Agra Fort, altra struttura di notevole interesse che vi consiglio vivamente di visitare (l’audioguida purtroppo non c’è in lingua italiana ma vale la pena comunque di prenderla perchè si rivela molto esaustiva).

 

Essendo una città molto turistica, come si esce dalle strutture visitate, si viene totalmente assaliti da venditori di qualunque cosa: tour fai da te, tuk tuk privati per girare la città, suggerimenti di hotel, proposte di ristoranti, abiti in vendita che anche se non vuoi comprare basta un attimo di distrazione e ce li hai già indosso, organi umani, viaggi nello spazio, comodissimi elefanti domestici ecc…

 

Dopo sforzi disumani, riusciamo finalmente a liberarci dalla ressa di venditori. Ci dirigiamo all’hotel prenotato anch’esso dall’Italia: ottima scoperta, l’hotel gode di una terrazza dove si può cenare proprio di fronte al Taj Mahal.

 

Intendiamoci, l’hotel è assolutamente nella media dell’igiene indiana (le lenzuola erano di discutibile pulizia) ma venendo in questo Paese sono cose che metti in conto.

 

Fatehpur Sikri. La città fantasma.

 

Nel giorno successivo, ancora dedidcato alla città di Agra, con un tuk tuk condiviso con due simpatiche ragazze ucraine/cinesi ci dirigiamo a Fatehpur Sikri, la città fantasma in arenaria rossa.

Fatehpur Sikri
Fatehpur Sikri

Come al solito la guida che prendiamo in loco per illustrarci questa bellissima città disabitata riesce a spillarci soldi facendoci regalare ad un fantomatico principe un telo e dei fiori di loto (gli indiani sono più fantasiosi di noi italiani!).

Decidiamo di fermarci per vedere il tramonto con i colori dell’arenaria che diventano mano a mano più caldi. Rientriamo poi in hotel grazie all’aiuto di un uomo gentilissimo che ci supporta nel ritrovare la strada. Perchè?  Perchè il bus di ritorno ci scarica al buio in un incrocio. Pare che l’autista non avesse più voglia di guidare.

 

Varanasi. La città sacra.

 

Il giorno successivo risaliamo nuovamente su un treno diretto questa volta a Varanasi, la città sacra.

Perchè sacra? Per la religione induista, se si muore a Varanasi il ciclo di reincarnazioni si interrompe e si raggiunge il Nirvana, ovvero il paradiso. Per questo Varanasi è abitata da uomini anziani, arrivati da ogni parte dell’India, che vivono in strada aspettando di morire.

Troviamo con facilità il tranquillo e accogliente ostello.

Il fiume Gange
Il fiume Gange

 

Ceniamo sul terrazzino con il Gange davanti a noi: un fiume immenso e grigio che si porta via ogni cosa…in tre giorni  vediamo transitarci dentro vacche, resti umani non bruciati  del tutto durante le cerimonie funebri e molta sporcizia. Il fiume sacro per la religione induista si rivela un fiume dai mille volti. Visitiamo alcuni Ghaat dove avvengono le cerimonie funebri. Osserviamo i corpi, avvolti in carta dorata e cosparsi di fiori, trasportati a spalla per le vie stracolme di persone. Direzione Gange, dove verranno bruciati su delle chiatte.

This is the end…

 

Ultime 12 ore di viaggio in treno. Dedichiamo a Delhi gli ultimi 2 giorni girando tra i le bancarelle per i classici souvenir da portare in Italia. Chiudiamo così in bellezza questo viaggio che rimarrà in noi come un tatuaggio, dal quale non possiamo più liberarci.

Bambina indiana
Bambina indiana

“L’India assale, prende alla gola, allo stomaco. L’unica cosa che non permette, è di restarle indifferente” (Tiziano Terzani).

Per sapere dove ho soggiornato e leggere i miei consigli spassionati sull’India clicca su http://www.unviaggiopercapello.it/india-impressioni-opinioni/

 

 

2 pensieri su “Diario di viaggio in India. Per quanto tu sia preparato, non sarà mai abbastanza.

  1. Ciao, diario interessante, molto veloce direi…
    Solo un paio di considerazioni:
    – Jaisalmer è la città d’oro, perchè tutta in arenaria gialla, non rossa.
    – Il Taj Mahal non è propriamente in pietra bianca ovvero la pietra è il marmo
    – Shiva non è una Dea ma il Dio forse più venerato in India
    – la capitale si chiama Delhi e non Dehli
    A parte questo spero che vi siate divertiti e che tornerete ancora, magari per un viaggio più lungo.

    1. Grazie dei consigli, ho apportato le modifiche!
      E’ un viaggio che ho fatto nel 2012…la memoria ha fatto un brutto scherzo!

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