Diario di viaggio in Brasile. Itinerario nel Nordeste brasileiro

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“Ma le protezioni per i mosquitos ve le siete prese? Lì sono dei vampiri!” “Sì ragazze, tranquille! E voi le scarpe comode? Si camminerà molto nel Parco della Chapada Diamantina!”
Con uno scambio di mail come queste, tre ragazze si apprestano a scoprire le meraviglie della regione Nord Est del Brasile.

 

Salvador de Bahia

 

Dopo un volo con la compagnia AirEuropa partito da Milano Linate con scalo a Madrid arriviamo in serata a Salvador de Bahia con tutto il nostro carico di entusiasmo.

 

E’ sera inoltrata e preferiamo prendere un taxi che dall’aeroporto ci porti nel quartiere del Pelourinho dove abbiamo prenotato il nostro ostello: il Negamaluca.

 

Nel tragitto, attraversando la periferia di Salvador, rimango subito colpita dalla moltitudine di chiese o luoghi di culto che inneggiano a Dio con scritte al neon degne dei migliori nightclub. Questo sì che è marketing!

 

Al piano terra di un palazzo del centro si trova il nostro ostello. Dopo aver aperto le massicce grate veniamo accolte in un clima ospitale ed amichevole. Veniamo condotte nel dormitorio e prendiamo sonno molto velocemente.

 

Il giorno seguente, dopo una lauta colazione a base di succhi tropicali fatti in casa,  siamo pronte per affrontare la giornata.

 

Iniziamo girando tra le caratteristiche strade acciottolate del quartiere del Pelourinho. Un luogo in cui gli schiavi venivano pubblicamente torturati e messi all’asta (sistema consentito in Brasile fino al 1835).

 

Scuole di musica, donne che con i loro pentoloni vendono cibo di  strada cucinato sul momento fanno da ingredienti di questo quartiere.

 

Visitiamo la chiesa barocca del Convento Sao Francisco,  il Largo do Pelourinho, le Escadas do Carmo e, nonostante la partenza prevista alla sera del bus diretto verso il Parco della Chapada Diamantina riusciamo ancora a goderci un concerto samba del gruppo Olodum.

 

Visitando Salvador, è importante non immettersi mai, neanche per errore, in quartieri poco turistici.

Come risaputo, la criminalità è molta, e non è raro vedere bambini (probabilmente drogati) cercare di rubare portafogli o zaini.

E’ consigliato portare con sè solo le copie dei documenti. Gli originali lasciateli in ostello, ovviamente in una zona sicura!

 

La Chapada Diamantina

 

Arriviamo all’alba a Lençois, luogo che fa da base per esplorare il bellissimo parco della Chapada Diamantina.

 

La Pousada Dos Duendes, gestita da una simpatica signora inglese, si trova poco lontano dalla fermata degli autobus.

In realtà tutto si trova poco lontano dalla fermata degli autobus essendo un paese di piccole dimensioni!

Posiamo gli zaini e prenotiamo subito l’escursione del giorno all’agenzia annessa alla pousada.

 

Poche ore più tardi siamo già sulla jeep che ci porta dentro il parco.

 

Visitiamo il Morro Pai Inacio, un picco di 1120 m che offre una vista mozzafiato sulla valle. Facciamo il bagno nel Poço do Diablo, una vasca naturale dall’acqua nerissima a causa del tannino. Ammiriamo il  Poço Encantado, una grotta con acqua azzurro turchese.  Dulcis in fundo nuotiamo nell’inquietante Gruta de Pratinha una grotta, a tratti molto bassa, dove è possibile ammirare le stalattiti ma…anche i pipistrelli!

 

Stanchissime ma ancora estasiate da tutte le meraviglie viste ceniamo in centro paese e poco dopo sprofondiamo in un sonno profondo.

 

Il giorno successivo, ovvero il secondo dei tre giorni passati in questo nella Chapada, veniamo svegliate dai versi delle scimmie.

 

Dedichiamo interamente la giornata all’escursione verso la sommità della Cachoeira de Fumaça.  Si tratta di una cascata con un salto di 420 m, la più alta del Brasile.

E’ necessario avere una guida e un pò di allenamento in quanto ci si arriva con una camminata in salita di circa 6 km.

 

Con la jeep, percorriamo l’unica strada che ci riporta alla pousada che ormai è il crepuscolo.

Mentre assaporiamo l’aria che inizia ad essere frizzante e ci godiamo il panorama beh…si stacca una ruota dalla jeep e la vediamo roteare verso la boscaglia! Panico! La jeep inizia a sbandare verso il dirupo alla nostra destra, ma fortunatamente l’autista ha sangue freddo e riesce a mantenere l’auto in carreggiata e fermarsi nonostante la ruota mancante.

Passiamo qualche ora cercando la ruota e valutando il da farsi.

Ovviamente sulla strada non passa nessuno ed i telefoni non prendono.

 Ma alla fine troviamo nella boscaglia la ruota smarrita!

Con manovre degne di Mac Gyver, l’autista riattacca la ruota e lentamente ripartiamo. La morte ancora non ci avrà!!!

 

Il terzo giorno lo passiamo saltellando tra le pietre del letto asciutto di un fiume, circa 7 km in piano.

Arriviamo fino alla Cachoeira do Sossego, una cascata con una profonda vasca naturale.

Il divertente dell’escursione (ovviamente sempre con la guida) è proprio lo stone hopping! Ritornati a Lençois, dopo  un riposino, ceniamo in un tipico locale nel paese.

 

Sveglie di primo mattino, il giorno seguente dobbiamo prendere l’autobus che ci porterà a Jericoacoara, la località sul mare dove ci rilasseremo un pò di giorni.

 

Ma…mancano ancora tre ore circa e non vuoi concederti una passeggiata a cavallo nel parco??

 

Ovviamente, dopo l’escursione, dobbiamo correre come Bolt per prendere l’autobus perchè arriviamo in ritardo…con calma noi mai eh?

 

Jericoacoara

 

Autobus fino a Salvador, volo fino a Fortaleza, di nuovo autobus fino a Jijoca e buggy per gli ultimi 24 km nella sabbia fino a Jericoacoara. Arrivare fino a lì è lunga, ma la fatica viene ricompensata!

 

Situato nello stato del Cearà, Jericoacoara  è un piccolo paese di circa 2000 abitanti dove non esistono strade, ma solo sabbia.

 

L’unico mezzo di trasporto sono le proprie gambe o i buggy.

 

Non puoi indossare scarpe, ma solo sandali o infradito.

 

Non esiste lo stress ma solo la pace.

 

Ogni sera è tradizione radunarsi sulla duna Por do Sol per assistere allo spegnersi del sole nel mare.

L’evento si chiude con un applauso a ringraziamento di quanto la natura può dare.

Ognuno poi, scende dalla duna come meglio crede (chi rotolando, chi correndo, chi con sommari snowboard…).

 

Dormire a Jeri è facile, vista la moltitudine di pousade sparse per il paese.

Chiaramente i prezzi sono i più vari, si passa da pochi euro a costi decisamente più elevati.

 

Sul sito ufficiale si possono trovare sistemazioni per tutte le tasche! Noi abbiamo optato per un’economica pousada gestita da un ragazzo argentino.

 

Passiamo l’ultima settimana brasiliana in questo paradiso.

Ci abituiamo a vivere scalze, a non perderci lo spettacolo naturale del Por do Sol, a bere caipirinha stuzzicando spiedini di pesce cotti su braci di fortuna sulla spiaggia, ad assistere ad improvvisati spettacoli di capoeira, a cenare con pesce buonissimo e a finire le serate nel locale all’aperto Mama Africa dove la samba e il forrò vanno per la maggiore.

 

Degno finale di un viaggio unico.

 

Il Brasile è uno dei pochi posti al mondo che, quando lo ricordi negli anni a seguire, vengono coinvolti tutti e 5 i sensi. Ancora oggi, il gusto del mango maturo riaffiora, il profumo della foresta all’alba nella Chapada Diamantina è presente e la sabbia di Jericoacoara sembra ancora scivolare dalle mie mani.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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