Tallinn, le taverne e altri luoghi leggendari

Tallinn è una capitale a sé. Non riesci ad etichettarla in nessun cliché.

Non è sovietica, l‘Estonia infatti dal 1991 è una repubblica indipendente.

Non è strettamente medievale, in quanto vicino alla città vecchia, patrimonio UNESCO, i centri commerciali sorgono come gramigna in un campo.

Non è europea. Ovvero, a differenza delle altre capitali del vecchio continente, sembra pervasa da un’apatia statica che la fa rimanere ermeticamente chiusa ai turisti.

Tallinn forse la devi conoscere meglio, non basta il primo appuntamento.

 

 

Allegria natalizia
Allegria natalizia

 

Tallinn

 

Secondo un sondaggio, gli estoni sono il popolo più infelice d’Europa.

Dopo essere stata a Tallinn tre giorni non mi sento di contraddire tale autorevole ricerca.

Sono tristi.

La tristezza la percepisci nei bar quando camerieri/e svogliati/e non rispondono al tuo saluto, sia di ingresso sia di commiato. La percepisci quando nessuno ti tiene aperta la porta se sei con un passeggino. La percepisci se fai una domanda in più, per sbaglio, perché non hai capito bene.

Ma sopratutto la percepisci perché in tre giorni non mi è mai capitato di vedere un gruppo di amici sorridenti in un bar, in un ristorante o per strada. Solo coppie o persone da sole. Nessuna risata ad alta voce che desta l’attenzione, non un effusione tra due fidanzatini.

Niente.

Tallinn è una città gradevole, forse troppo piccola per contenere un’identità medievale così marcata ed al contempo proiettarsi al futuro.

Troppi centri commerciali accanto a vecchie mura, troppi davvero.

E così ci si ritrova a visitare un’improbabile torre della televisione, retaggio sovietico rimaneggiato più per bambini che per adulti.

 

Il vecchio e il nuovo
Il vecchio e il nuovo

 

 

Le Taverne

 

La cucina locale è ricca di carne, tra cui spicca la carne di alce.

Nella città vecchia è facile imbattersi in ristoranti arredati con candele e tavoloni in legno, con camerieri in abbigliamento tipico medievale.

Vecchie taverne che servono rivisitazioni di pietanze d’altri tempi.

Vecchie taverne così sfacciatamente turistiche da risultare quasi offensive.

Una di queste, forse la più coreografica, si trova nella piazza del municipio, il III Draakon.

Sotto il municipio, la taverna propone birra in boccali, zuppe servite in cocci di terracotta senza posate in un ambiente illuminato solo da candele.

I camerieri sono vestiti in abiti medievali e il piatto tipico è la costoletta d’alce. La “costolettina” è un’intera costola d’alce marinata nel vino e spezie. Tutto molto buono, peccato il condimento dell’oste, una donna scortese e sgarbata che urlava ai turisti.

Perché Tallinn è questa, una città che cerca di attrarre turisti con locali accattivanti ma al contempo li allontana non appena sembrano apprezzare la proposta. Il bastone e la carota.

 

Bastioni
Bastioni

 

I luoghi leggendari

 

Oltre alla suggestiva città vecchia, a Tallinn esiste un luogo davvero enigmatico.

L’ex fortezza e prigione di Patarei.

Situata di fronte al mare, nel quartiere di Kalamaja, l’edificio Patarei è un cupo complesso utilizzato fino al 2002 come prigione.

 

L'edificio di Patarei
L’edificio di Patarei

 

 

A causa della brutalità delle morti e delle torture avvenute al suo interno l’edificio emana un’energia negativa percepibile già al suo esterno, passeggiando vicino al triste edificio. O forse si tratta solo di suggestione?

Fattostà che la fortezza di Patarei , situata a pochi chilometri dal brulicante centro sembra un luogo a sé.

Un luogo a sé è anche la città creativa di Telliskivi.

Un vecchio gruppo di fabbriche abbandonate fatte rinascere da hipsters locali.

 

Il quartiere di Telliskivi
Il quartiere di Telliskivi

 

 

Il risultato è un quartiere creativo e giovane dove Barber’s shop convivono a fianco di meccanici di moto e negozi di abbigliamento vintage.

Forse il luogo più sincero di Tallinn, in barba alle taverne medievali.

A mio parere, Tallinn al momento non è quello che vorrebbe essere, a differenza di altre capitali europee come Praga o Budapest, ma lo sarà, sempre che gli estoni si decidano ad essere meno sovietici e più europei. Perché pare sia quello a cui Tallinn ambisce.

 

 

 

 

 

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