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Dormire in una botte in Piemonte: dal vino all’uomo

by Anna
dormire in una botte

La storia che stiamo per raccontarvi non è adatta a sommelier o aspiranti tali. E’ un racconto che ha come protagonisti una famiglia amante dei soggiorni insoliti ed una vera grande botte, anzi tre. In un fine settimana di inizio Giugno. Nel più profondo Piemonte Sud Orientale.
La storia che stiamo per raccontarvi narra di come dormire in una botte sia possibile. E sia anche molto divertente.

Dormire in una botte: la scenografia piemontese

La location è la provincia di Alessandria, nell’alto Monferrato, terra ricca di vini, di medioevo, di persone genuine e di ambizioni messe un po’ da parte dalle scalzanti e troppo vicine Langhe.
Rocca Grimalda, il paese dove abbiamo soggiornato, offre ai visitatori il bel castello Malaspina- Grimaldi del XIII secolo, alcune residenze di pregio rinascimentale e colline acerbe. Il piatto tipico deriva da una cucina semplice e sostanziosa e “la Peirbuieira” una zuppa con lasagne, aglio e fagioli viene celebrata ogni anno con la sagra nell’ultima settimana di Agosto.
L’ingombrante vicinanza delle bellissime Langhe sono un peso da sopportare e così l’alto Monferrato, sebbene sia ricco di attrattive, talvolta risulta un po’ offuscato e messo da parte.

Acqui Terme, poco distante, è una cittadina vivace dal fascino un po’ retrò che ospita al suo interno ottimi ristoranti e piacevoli locali per l’aperitivo. La sua piazza centrale, ricca di palazzi in stile liberty racchiude una fontana da cui sgorga acqua termale ad 80° gradi disponibile a regalare ustioni a chi lo desidera. Anche Gavi, poco lontano, merita una visita al suo forte che con arroganza sovrasta la zona. A livello enogastronomico poi, l’alto alessandrino è la patria di vini come il Dolcetto di Ovada ed il Gavi DOCG o dei morbidissimi amaretti di Mombaruzzo.


La nostra scelta di soggiornare a Rocca Grimalda non è casuale, ci dirigiamo prontamente al bed and breakfast Pervinca perché sappiamo che avremo la possibilità di dormire in vere botti in legno del XIX secolo. E sentirci un po’ bambini.

l'ingresso
L’ingresso

Dal vino all’uomo: la storia delle botti

Arriviamo a Rocca Grimalda nel pomeriggio, dopo aver visitato i dintorni e la zona del Piemonte Sud Orientale.
I proprietari ci accolgono con gentilezza e ci portano subito a vedere quello che già avevamo visto arrivando con l’auto: le botti.
Si tratta di tre botti sapientemente restaurate e collegate tra loro per creare un ambiente stranamente molto confortevole. Fabio e Pervinca ci raccontano infatti di come un hobby, la falegnameria, abbia reso possibile una creazione tanto azzardata.
Le botti sono state recuperate dalla cantina di una curia, utilizzate in passato per il processo della fermentazione del vino e poi lasciate in disuso. I lavori sono stati molti e la cura dei particolari è quello che ci ha più piacevolmente sorpreso. Nulla è stato lasciato al caso ma tutto segue una precisa logica.

Le botti nel dettaglio


Situate nel giardino adiacente il bed and breakfast hanno a disposizione un piccolo patio con luci, piccoli oggetti ornamentali e piantine. Il tutto per rendere più suggestiva la location.


Entrando nella piccola porta nella prima botte si nota subito un particolare lampadario fatto con dei vecchi sci in legno. Un catino appoggiato ad una piccola botte che viene utilizzata come lavandino con accanto asciugamani e salviette.
Proseguendo si entra nella seconda botte che è dedicata alla toilette. Da un lato una doccia con un bel rivestimento di pietre di fiume e dall’altra la toilette con…un vecchio innaffiatoio che fa da sciaquone!
Nota di servizio: nel bagno non c’è una porta (le dimensioni e la struttura non lo consentono) ma solo una tendina. Ma non c’è nulla da temere: compreso nel prezzo c’è anche una camera con un grande bagno all’interno del vicino bed and breakfast. Quindi se si vuole più privacy basta andare nell’altro bagno ad uso esclusivo.


Ma torniamo alla nostra botte: si prosegue dopo il bagno verso la botte che ospita la camera da letto. Una finestrella lascia passare la luce su un comodo materasso e candide lenzuola, il tutto rinchiuso nel legno vissuto.

I dettagli, le prese elettriche vintage, la perfetta sigillatura delle ferite del legno, la pulizia, l’assenza (da non credere) di insetti sono stati la ciliegina sulla torta di un’esperienza indimenticabile.

dormire in una botte: il letto
Il letto

Dormire in una botte: la nostra esperienza

Ritornati al bed and breakfast dopo una piacevole cena ad Acqui Terme scopriamo subito che dormire in una botte rende un po’ bambini. E così non sappiamo se siamo più emozionati noi o Polpetta che ha solo 3 anni.
Avremmo voluto sorseggiare al chiaro di luna un bicchiere di Dolcetto (bottiglia in omaggio con la stanza) ma la voglia di vivere la botte è tanta e rimandiamo l’idea.
Ci divertiamo a lavarci i denti nel catino, mentre Polpetta si mette a ballare nella botte per l’entusiasmo.
La pulizia è davvero ineccepibile (considerando che pulire una botte non è facile come pulire una normale camera) e la sorpresa nel non vedere ragni ha reso l’esperienza molto più spensierata!

Al mattino ci aspetta una colazione pantagruelica all’interno del bed and breakfast fatta di croissant freschi, torte e marmellate fatte in casa. E poi succhi, focacce, latte, caffé e tutto quello che si può desiderare per una colazione perfetta.

dormire in un botte: il bagno
Il Bagno

Conclusioni

Nel lasciare il bed and breakfast riflettiamo su come alcuni luoghi ti cambino, ti facciano sentire un po’ fuori dal tempo e sebbene siano relativamente vicini a casa ti sembra di fare un viaggio lontano nel tempo e nello spazio.
Magari nei nascondigli di quando eravamo bambini.

Ti piace dormire in luoghi strani? Allora non perderti i nostri racconti nella categoria Hotel Insoliti!

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