Home EuropaBelgio Pipaix: l’ultimo birrificio a vapore in Belgio

Pipaix: l’ultimo birrificio a vapore in Belgio

by Anna
La Brasserie à vapeur

Se decidete di visitare il Belgio, prendetevi una mezza giornata per visitare il borgo di Pipaix, che ospita l’ultimo birrificio a vapore rimasto in Belgio, la “Brasserie à vapeur“!

La Brasserie à vapeur - birrificio a vapore

La Brasserie à vapeur

 

 

Una famiglia che si tramanda un antico sapere: sapersi divertire birrificando!

Nella miriade di birrifici e microbirrifici che costellano il Belgio, a Pipaix ha sede l’unica brasserie che utilizza ancora macchinari a vapore del 1800.

Gestita da una simpatica famiglia che si tramanda il sapere tra generazioni, questo birrificio a vapore è un vero esempio di autenticità in un mondo di etichette che paventano una finta artigianalità nella produzione della birra.

La birra più famosa prodotta è la Vapeur Cochonne, censurata negli Stati Uniti perchè nell’etichetta c’è una maialina nuda (mah…).

Etichette delle birre in vendita

Etichette delle birre in vendita

Ogni ultimo sabato del mese, previa prenotazione (www.vapeur.com) è possibile assistere alla preparazione della birra con un mastro birraio che non esiterà a descrivervi il processo di produzione e fermarvi a gustare l’ottimo pranzo.

La produzione del birrificio a vapore

Non immaginatevi una fabbrica. Pensate ad una fattoria, con le galline che scorrazzano nel cortile e gatti assonnati qua e là.

La produzione

La produzione

Il birrificio a vapore consiste in un casolare posto al di là della piccola strada che attraversa l’abitato. Qui il mastro birrario si dedica alla produzione di svariate tipologie di birre, con processi totalmente artigianali.

L’ambiente è grande e con temperature da “sauna”. In un grande catino gira quella che sarà la birra, con i luppoli che vengono dosati e gettati da mani sapienti.

L’impressione è che il macchinario a vapore collassi da un momento all’altro per quanto sono vecchi ma tutto rimane sempre al suo posto. C’è molta autonomia, ci si sente a casa, e si entra e si esce dalla “produzione” quante volte si vuole.

Il pranzo

Premettendo che la birra scorre a fiumi, si paga un fisso (40 € ma potrebbe essere aumentato) mangiando a volontà.

Il pranzo

Il pranzo

Le portate sono tantissime, formaggi di ogni tipo, verdure, zuppe, pane alla birra e un cosciotto di prosciutto che viene portato in tavola con gli applausi di tutti.

Già, perchè si mangia in tavolate spartane in un grande locale ed è inevitabile fare amicizia. Anche perchè la birra aiuta!

Al pomeriggio, nel cortile di questa anomala casa di campagna, è consigliabile smaltire la birra praticando giochi come ad esempio la Mijole, tipico di queste zone…oppure sonnecchiare su una qualche panca!

Leggi anche: bruxelles, quando la birra e un’arte

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1 commento

nadia 6 Marzo 2020 - 14:41

molto interessante, grazie!

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