Vendemmia a Torino: Grapes in town

Torino sceglie con attenzione gli eventi da accogliere.
Città elegante a tratti aristocratica, manifesta il suo lato poliedrico per manifestazioni ben selezionate, mai causali, spesso legate all’enogastronomia del territorio. Dal vino al vermouth, dal cioccolato al “bagnet vert” senza mai dimenticare sua maestà il tartufo.
Vendemmia a Torino è l’evento che più racchiude l’anima dei torinesi, abituati al buon vino degustato senza clamore, a voce bassa, consapevoli della propria ricchezza vitivinicola.
Per dirla breve: Vendemmia a Torino non sarebbe la stessa senza l’austera ma avvolgente accoglienza torinese.
Abbiamo partecipato con piacere a quest’evento, assaggiato vini deliziosi, chiacchierato con persone appassionate del loro lavoro che ci hanno raccontato con occhi lucidi la fatica della produzione del vino. E mentre ascolti le loro parole di colpo sei lì, tra i filari, senti il caldo, il freddo, l’odore di sudore, le mani callose.
Dietro ad un buon vino c’è fatica, amore, passione e lavoro. Tanto lavoro.

azienda agricola le masche

Il Piemonte in un bicchiere di vino: L’evento

Vendemmia in Torino – Grapes in town è un evento organizzato all’agenzia Eventum promosso dalla Regione Piemonte con il patrocinio della Città di Torino.
La manifestazione, giunta al suo terzo compleanno, si è svolta dal 12 al 20 Ottobre 2019 principalmente presso il Mercato Centrale, in Piazza della Repubblica nel quartiere di Porta Palazzo, cuore pulsante della Torino multietnica, dove l’integrazione sta maturando lentamente, come le uve di un vino tardivo.
Ma non solo. Nelle due settimane di Ottobre infatti, si sono susseguiti eventi e degustazioni in giro per la città. Tour enogastronomici, presentazioni, convention e masterclass con tema centrale il vino, in tutte le sue variabili, dallo spumante al passito. Tutti gli eventi hanno avuto come sede location simbolo della città sabauda come, tra gli altri, Palazzo Falletti di Barolo, la Galleria Umberto I o Piazza Castello.

Vendemmia torino: degustazione

La nostra esperienza: come ci si innamora del vino

La nostra esperienza inizia in una domenica uggiosa, di pioggia e fuliggine, di grigio e sbadigli. Siamo rimasti sorpresi dalla bella energia e dall’entusiasmo delle persone, tanto che ogni volta che facevamo per andarcene ci trattenevamo ancora un po’ tra una chiacchiera ed un bicchiere di vino qua e là, tra un banco e l’altro.
L’evento principale di Vendemmia a Torino – Grapes in Town ha riunito sotto il nuovo Mercato Centrale viticoltori provenienti da tutto il Piemonte pronti a far conoscere le loro eccellenze.
Appena arrivati ci siamo subito diretti all’interessante conferenza sull’antropologia del vino nel mondo antico dal nome “Il culto dell’ebrezza: antropologia del vino”.
Sembra troppo sofisticato?
Il coinvolgente ricercatore Luca Austa illustra con parole semplici la nascita del vino nella cultura e nella letteratura. Mentre ascoltiamo rapiti il racconto del rapporto d’amore e odio che il vino ha da sempre con l’uomo, nella nostra mente di deformazione birraia non possiamo non vedere le tante similitudini sulla nascita del mito.
Non è curioso che le leggende attribuiscano la nascita del vino e della birra allo stesso sbaglio?

La nascita del vino vuole la sua storia in Persia. Lì, un Re amante dell’uva ordina ai suoi schiavi di custodirla in una giara nell’attesa di gustarla in inverno. Chiaramente questa marcisce e dall’uva fermentata nasce appunto la sacra bevanda.
La stessa storia, ma in un’ambientazione diversa, la si ritrova nella nascita della birra. Anch’essa infatti risulta frutto di un errore per aver fatto fermentare cereali (malto) in una zuppa lasciata al sole.
Vien da pensare che le cose migliori nascano da uno sbaglio quindi!

Vendemmia torino: antropologia del vino

Vendemmia a Torino: le degustazioni

Dopo il convegno sulla storia del vino, decidiamo di iniziare il nostro percorso sensoriale alla scoperta dei vini e delle storie che ci possono offrire.
A Levone (CN) per esempio, un’azienda vitivinicola ha scelto di chiamarsi “Le Masche” che in piemontese sono i fantasmi, le streghe e tutte le figure “paurose” della cultura contadina, in onore a quattro compaesane che nel 1474 vennero processate per stregoneria. Una scelta originale che, come ci racconta la proprietaria, serve un po’ per “fare diventare nettare” queste quattro povere donne destinate al rogo.

O la storia della famiglia Bocchino, che nei ricordi dei nipoti la vendemmia era una gran festa di famiglia. Il signor Giuseppe, fondatore dell’azienda, prelevava dal tino un po’ di mosto non ancora fermentato per far felici i bambini, che gustavano un “brachetto analcolico”.
Frammenti di ricordi che ci dicono quanto il vino non sia solo una bevanda, ma il fulcro di un sistema familiare, di un mondo sincero, fatto di cose buone, di occhi ingenui dei bambini.

Tra un bicchiere e l’altro siamo rimasti rapiti dall’entusiasmo del proprietario dell’azienda agricola “’L Garbin”, una rarità in campo di vini. Innanzitutto hanno sede a Chiomonte in Val di Susa, che non è nei classici percorsi del turismo legato al tema vinicolo. Poi perché i vigneti sono abbarbicati in un territorio stretto di una valle di montagna e dove le temperature possono essere più rigide rispetto alle morbide colline delle Langhe e del Monferrato.
Da vigneti lavorati interamente a mano con attrezzatura manuale si raccolgono uve portate a valle con una teleferica degli anni settanta. Da loro nascono vini come l’Avanà ed il Baratuciat, vini d’altitudine (750 slm).

sant'anna dei bricchetti

Chiudiamo in bellezza la giornata incontrando la signora Orsetta Lenti dell’azienda Sant’Anna dei Bricchetti. Ci racconta con la sua eleganza innata la passione della sua famiglia per il vino. Un amore mantenuto nel cuore anche con percorsi di vita diversi e poi diventato incontenibile tanto che nel 2012, dopo una lunga ricerca, scoprono la collina di Sant’Anna ed avverano il loro sogno.
Orsetta ci racconta del romanticismo legato ai nomi dei loro vini ed in particolare al vino passito “Destino”, che nasce da due filari e mezzo dimenticati per caso nella vendemmia del 2015. Un caso, la nascita di un ottimo passito.

Ebbri di storie, di passione, di facce stanche, di entusiasmo, di piedi gonfi, di amore e perché no, di vino lasciamo l’evento con la certezza di aver imparato tanto, e non solo in campo vitivinicolo.

“Mi terrorizzano i malvagi bevitori d’acqua perché ricordano tutto quello che si dice.”

Leggi anche: Fortunago. La pace tra i vigneti.

8 pensieri su “Vendemmia a Torino: Grapes in town

  1. Io sono una Wine Liverpool e sono sempre alla ricerca di eventi e degustazioni come queste. Conosco benissimo la cantina L Garbin, e credo sia una delle eccellenze del territorio. Spero di partecipare il prossimo anno, anche perché non sono ancora mai stata a Torino, e sarebbe un ottima opportunità vedere la città abbinando la visita ad un tour enogastronomico.

  2. Sono andata anche io all’evento di Vendemmia Torino e mi sono totalmente innamorata dei prodotti dell’azienda agricola Sant’Anna dei Bricchetti, prodotti di qualità che mescolano tradizione e innovazione. Purtroppo non sono riuscita a fermarmi abbastanza tempo per parlare con tutti i produttori perché ognuno di loro aveva delle bellissime storie da raccontare

  3. Che bella esperienza! Io, avendo appena affrontato una gravidanza ed essendo in allattamento, dovro’ rinunciare per diversi mesi e mi pesa molto perche’ amo assaggiare i vini e scoprire nuovi sapori da abbinare!

  4. Conosco poco Torino e penso che partecipare a un tour enogastronomico sia un’ottima occasione per approfondire aspetti poco noti della città. L’evento sembra organizzato molto bene e dà risalto a vini poco noti rispetto a quelli del Monferrato e delle Langhe.

  5. Ho vissuto 3 anni a Torino e non ne avevo mai sentito parlare, sembra un evento veramente interessante! Sono più amante della birra che del vino, ma diciamo che un buon bicchiere non lo rifiuterei sicuramente😉

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