Viaggio in Camargue. 8 cose da vedere per essere felici.

La Camargue. Una Francia che non è Francia, almeno non secondo i cliché più comuni.
Dimenticatevi i bistrot, quell’aria un po’ bohémienne, la lavanda o gli yacht dei porti della Costa Azzurra. La Camargue è fatta di Gitani, bistecche di carne di toro, saline dai mille colori ed innocue corride.

camargue tori
Tori nella palude

Ecco qui 8 cose da fare per godersi quest’avamposto francese fuori dagli schemi:

1. Visitare Aigues Mortes.

Un’incantevole cittadina il cui centro storico è delimitato da alte mura (visitabile con biglietto). Un avamposto voluto da Luigi IX per poter avere uno sbocco sul Mediterraneo ed ottenere il controllo delle imposte sulla produzione di sale.
All’interno del paese si attraversano vicoli e strade di un’epoca lontana, per confluire in una piazzetta brulicante di vita dove locali con ampi dehors accolgono persone di tutte le età e tipologie.

aigues mortes
Aigues mortes

2. Andare in bici fino al faro De la Gacholle

A Saintes Marie de la Mer diversi rivenditori affittano biciclette ed e-bike. Il percorso più gettonato (a ragione), è una bellissima escursione fino al faro De la Gacholle. Un percorso di 26 km tra andata e ritorno, in piano, che si snoda tra coloratissime paludi dove indisturbati fenicotteri rosa contemplano le spiagge deserte.
La strada è sterrata ed in brevissimi punti è necessario scendere dalla bici in quanto è presente della sabbia sul percorso. Man mano che ci si allontana dal centro abitato però, la pace è assoluta.
Il faro De la Gacholle è una struttura anonima, non particolarmente ambiziosa, in questo percorso è solo la meta, l’importante è il viaggio.
Nota di servizio: noi ci siamo stati a Marzo e non c’erano zanzare, ma ci dicono che in estate è opportuno portare un’adeguata protezione contro gli insetti.

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Fenicotteri rosa

3. Dormire in un Mas.

I Mas, le tipiche fattorie della Camargue, spesso adibiscono alcune camere per i turisti che vogliono soggiornare in un ambiente tipico.
E’ un’esperienza molto suggestiva, ma attenzione però, alcune strutture portano il nome di Mas ma in realtà sono veri e propri hotel. Si riconoscono perché offrono servizi complementari come piscina, spa ed altri lussi.
Vi consigliamo di prendervi il vostro tempo e cercare un vero Mas, dediti perlopiù alla coltivazione del riso o all’allevamento di tori e cavalli, che possono mettere a disposizione del cliente.
Per quanto ci riguarda noi abbiamo dormito in un Mas davvero “ruspante“, in una grande camera dai soffitti alti e dal letto in ferro battuto, alcune piastrelle in cotto rotte e tanta autenticità.

4. Mangiare carne di toro.

Il piatto tipico della Camargue. Il pescato del giorno è per i novellini, i veri gauchos (o gardians come si chiamano qui) mangiano succose bistecche di toro scottate alla brace. Si trovano in diversi locali, ovviamente evitando i più turistici di Saintes Marie de la Mer. Con una ricerca un po’ più approfondita non è difficile trovare locali con la griglia accesa pronti a cucinarvi questa succulenta carne.

5. Pellegrinare al cospetto di Santa Sara, la protettrice dei gipsy.

Nella chiesa principale di Saintes Marie de la Mer, nella cripta, una statua mulatta troneggia avvolta da tessuti di mille colori.
Si tratta di Santa Sara, protettrice dei gitani che ogni anno il 24 maggio si recano in pellegrinaggio a Saintes Marie de la Mer per portare in omaggio alla santa drappi, stole, dipinti, foto e spille.
Santa Sara è perennemente adornata, a favore dei turisti.

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Cripta di Santa Sara

6. Passare una giornata ad Arles.

Città romana eletta capitale della Camargue, Arles è una cittadina tutta da scoprire. Vanta quattro meraviglie inserite nel patrimonio dell’UNESCO tra cui l’imperdibile anfiteatro romano.
Arles ispirò Van Gogh negli ultimi anni della sua vita, i più proficui, dove dipinse la famosa “Notte stellata”.

Oltre all’anfiteatro, la città ha altri tesori da non perdere: i criptoportici sotterranei, il cui reale utilizzo da parte dei romani non è tutt’ora certo, Les Alyscamp, dove si può passeggiare tra le vecchie tombe degli abitanti della Arles Gallo-Romana, il teatro antico e la chiesa di Notre-dame de la Major, per vedere in un solo colpo d’occhio tutta Arles.

7. Assistere alla corrida della Camargue.

Il bello della corrida della Camargue (o Course Camarguaise) parte dal fatto che non c’è spargimento di sangue. E’ uno spettacolo folkloristico che si può ammirare nell’arena di Saintes Marie de la Mer (ma anche ad Arles od in altre località) dove un uomo vestito di bianco compie prodezze acrobatiche allo scopo di prendere delle coccarde posizionate sulle corna dei tori, rigorosamente di razza locale.
L’atmosfera è unica, si inizia con una sfilata sulle note della Carmen, uno squillo di tromba segnala l’ingresso del toro ed inizia il gioco. Ogni toro rimane nell’arena solo 15 minuti e poi viene sostituito. Se solo la Spagna copiasse un po’ la course camargueise e modificasse la sua cruenta corrida sarebbe un grosso passo avanti per la civiltà.

8. Contemplare il tramonto nelle saline.

La salina più famosa, quella di Giraud, si può ammirare da un punto panoramico raggiungibile dalla Route de la Mer. Si lascia l’auto poco distante e si sale una piccola collina dove il tramonto diventa un’emozione. Le saline, con i colori del sole, riflettono nuove cromature, passando dal porpora al blu.

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Saline di Giraud

In conclusione, la Camargue ha tanto da offrire, non solo cavalli bianchi e fenicotteri (che comunque dicono la loro) ma un’ecosistema unico, abitato da gente unica, che rende questo pezzo di Francia molto diverso da quello che di solito ci si aspetta.

Leggi anche: Dormire in una bolla trasparente in Provenza.

5 pensieri su “Viaggio in Camargue. 8 cose da vedere per essere felici.

  1. Amo il sud della Francia 🙂 Questa estate sono stata in provenza qualche giorno per ammirare la magnifica fioritura della lavanda (che meraviglia!!) e l’anno prossimo mi piacerebbe tornare in Camargue (ci sono stata da bambina). Meravigliose quelle saline e che dire poi della bontà della carne di toro 🙂 non sapevo che fosse un piatto diffuso anche in Francia, infatti ho mangiato molta carne di cloro (soprattutto la coda del toro) in Spagna!

  2. E’ da tempo che voglio visitare la Camargue, da quando leggi per la prima volta della festa annuale in cui si ritrovano i gitani di tutta Europa, da quando vidi le prime foto dei cavalli allo stato brado e dei fenicotteri rosa… penso sia una delle più belle aree naturali d’Europa e spero davvero di riuscire a visitarla quanto prima.

  3. Sono stata spesso a Les Saintes Maries de la Mer, un luogo particolarmente suggestivo per le tradizioni gitane che si mantengono vive. Non ho mai ammirato un tramonto come quello della tua foto!! Una meraviglia di colori, ci devo assolutamente tornare

  4. Sono stata in Camargue diverse volte ma sempre in estate e devo dire che gli ettolitri di antirepellente per insetti si sprecavano. Ma è una regione strepitosa. Da vivere.

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