Viaggio in India. La terra delle contraddizioni.

Ci dicevano che l’India era un Paese imprevedibile. E noi vi diciamo che imprevedibile è solo uno dei tanti appellativi che le si possono dare.
Un viaggio in India ti rimane, volenti o nolenti.

Quando fare un viaggio in India

Il periodo migliore per organizzare un viaggio in India dipende dalla zona che si sceglie di visitare. Il clima infatti, cambia molto dalle regioni del nord vicine all’Himalaya rispetto a quelle più calde del sud.
Indicativamente il periodo consigliato va da Ottobre a Marzo, quando clima è più secco ed il soleggiato inverno regala temperature gradevoli.
Il nostro viaggio è stato fatto ad Agosto per esigenze lavorative, in pieno periodo di piogge. Siamo stati fortunati perché i Monsoni non sono stati così impegnativi e ci hanno lasciato visitare per la maggior parte del tempo.

Come organizzare un viaggio in India

VACCINAZIONI: Prima di partire abbiamo effettuato alcuni vaccini fatti mesi prima per entrare in sicurezza nel Paese anche se ad oggi non ci sono profilassi obbligatorie. Nello specifico abbiamo scelto di vaccinarci contro: l’epatite A e B, il tifo e il richiamo antitetanico.  Consigliamo comunque di consultare sempre il sito aggiornato del Governo ed il proprio medico curante.

VISTO D’INGRESSO: Per entrare in India è necessario essere in possesso di un visto turistico che dura 60 giorni. E’ possibile richiederlo direttamente online al Consolato indiano con sede a Milano o all’Ambasciata a Roma.

Viaggio in India: la partenza

Finalmente partiamo con un volo Aeroflot da Milano con scalo a Mosca diretti alla scoperta del Paese più strano che abbiamo mai visto.

Le sorprese infatti iniziano già appena scesi dall’aereo a New Delhi: l’aeroporto è in pieno blackout (sono circa le 3.00 del mattino) e tutto lo scalo è bloccato senza un’indicazione precisa su quando ripartiranno le operazioni di sdoganamento.

Attendiamo fino alle 5.00 circa affinché la corrente elettrica torni e la dogana riparta (ebbene sì, non possono timbrarci il passaporto senza elettricità e di conseguenza ci accampiamo, insieme a centinaia di persone, nella no men’s land!). Una volta sbrigate le pratiche, con 2 notti insonni alle spalle e uno zaino disperso chissà dove, partiamo e ci dirigiamo subito alla stazione dei treni di New Delhi per iniziare il nostro percorso che prevede come prima tappa la bellissima Jaisalmer.

viaggio in india: tuc tuc
I Tuk Tuk di Delhi

New Delhi ovvero come sopravvivere in una stazione indiana.

Con un po’ di fatica troviamo la stazione dei treni di New Delhi. E’ facile imbattersi in per persone che per forza vogliono portarti  da…il classico amico, parente o cugino che sicuramente potrà aiutarci a trovare altre forme di trasporto in quanto la stazione ha preso fuoco, è in ristrutturazione, è stata trasferita su Marte ecc…

Lì, tra le scimmie e la moltitudine di persone, riusciamo a prendere il treno prenotato dall’Italia (dal sito governativo indiano delle ferrovie) e ci accomodiamo nelle carrozze “sleeper class” (le più economiche).
Ci promettiamo di spalancare gli occhi e ammirare tutto il paesaggio che ci verrà offerto da questo lungo viaggio ferroviario ma…il sonno arretrato di 2 notti insonni prende il sopravvento.  Così, nonostante tutto il contesto (persone che urlano, litiganti, sporcizia, venditori di cibo ad ogni fermata ecc.) dormiamo praticamente per quasi tutto il percorso.

Non è forse questa la vera essenza dell’India?!

Viaggio in India: i treni
Viaggio in treno.

Jaisalmer: la città di arenaria gialla

Dopo 18 ore di treno arriviamo finalmente a Jaisalmer nella magnifica regione imperiale del Rajasthan. Abbiamo subito la senzazione che finalmente la ruota della fortuna stia girando a nostro favore: un  ragazzo ci attende e ci conduce nel nostro albergo in arenaria gialla (come quasi tutte le costruzioni di Jaisalmer).

Il tempo di una doccia rinvigorente e con le luci del tramonto, usciamo alla scoperta di questa città ricca di colori e di contrasti.

viaggio in india: donne in strada
Donne in strada

Nel passeggiare senza meta all’interno dei vicoli della città, ci ritroviamo in un mercato locale dove il profumo delle spezie e della verdura si mischia all’odore delle vacche che, considerate sacre, girano indisturbate per le vie.

Ceniamo in un ristorante locale e ci facciamo conquistare dal cibo indiano. Non perdetevi i Dum Aloo (patate con spezie) e il Palak Paneer (formaggio immerso negli spinaci).

Dalla terrazza del ristorante la vista sul forte illuminato al crepuscolo è splendida.

Da evidenziare che le vie di Jaisalmer, come la maggior parte delle città indiane, non sono illuminate alla sera. Molta gente dorme per strada su carri o addirittura a terra. Prestare attenzione se si esce a piedi di sera è importante, ma  lo è di più ricordarsi che l’India è un Paese di grandi contrasti, dove la povertà va a braccetto con la ricchezza.

Il mattino successivo ci dirigiamo alla scoperta del forte di Jaisalmer. All’interno una serie di templi giainisti sono pronti per essere ammirati…il Dio Shiva è ovunque!

Dopo una giornata passata a visitare ogni piccolo antro del forte, e dopo esserci tolti e messi le scarpe centinaia di volte per entrare in ogni tempio usciamo stremati.

tempio giainista
Particolare di un tempio giainista.

Non è tempo però per riposarsi! Ci dirigiamo subito all’appuntamento con una guida locale per l’escursione pomeridiana nel deserto indiano di Thar.

Il deserto indiano e le sue sorprese

Saliamo su una jeep attrezzata per l’avventura con altre due simpatiche coppie. Dopo la visita di qualche tempio proseguiamo la nostra escursione con una tappa su delle dune per ammirare il tramonto nel deserto.

viaggio in india: il deserto
Tramonto nel deserto indiano

Lo sapete che nel deserto indiano non piove mai?! Bene, durante il ritorno, ormai al buio, i Monsoni decidono di accanirsi su di noi (eppure le scarpe nei templi ce le eravamo sempre tolte!).
Una pioggia battente, simile ad una tempesta si accanisce sulla nostra jeep che molto velocemente si impantana nella sabbia bagnata e noi rimaniamo bloccati.
Soluzione: tutti quanti (la guida e noi 6 occupanti) scendiamo dalla jeep e con un ottimo gioco di squadra la spingiamo fuori dall’impantanamento. Rientriamo fradici sul mezzo (l’adrenalina ha fatto sì che per il proseguo del viaggio di ritorno alziamo il volume dell’autoradio e cantiamo a squarciagola canzoni indiane fino all’hotel).

Probabilmente la guida avrà rassegnato le dimissioni dopo quell’esperienza per problemi ai timpani!

Jaipur: la città rosa

Il giorno successivo ci aspetta il trasferimento per Jaipur.

Arriviamo nella città rosa alle 5 del mattino e ci dirigiamo verso l’hotel prenotato anticipatamente dall’Italia. L’albergo si rivela pieno di amorevoli….scarafaggi!

Dopo averne uccisi il più possibile ci infagottiamo nel nostro sacco lenzuolo e dormiamo per qualche ora. Dopo 2 ore siamo già in giro per la città che si rivela ricca di palazzi e di costruzioni sfarzose.

tempio a Jaipur
Tempio nell’acqua a Jaipur.

Agra e il suo Taj Mahal

Il giorno successivo, dopo una sveglia alle 4.30, riprendiamo i nostri zaini ed alle 06.00 siamo già su un’altro treno che ci porterà ad Agra, città che ospita il meraviglioso Taj Mahal.

Che altro dire…un’opera monumentale in marmo, un inno all’amore fatto costruire dall’imperatore Shah Jahan per commemorare le spoglie della moglie preferita. Se si organizza un viaggio nell’India del Nord è sicuramente una tappa obbligatoria.

viaggio in india: Taj Mahal
Il Taj Mahal

La città di Agra è anche la sede dell’Agra Fort, altra struttura di notevole interesse che vi consigliamo di visitare (l’audioguida purtroppo non c’è in lingua italiana ma vale la pena comunque prenderla perché si rivela molto esaustiva).

Essendo una città molto turistica, come si esce dalle strutture visitate, si viene totalmente assaliti da venditori di qualunque cosa: tour fai da te, tuk tuk privati per girare la città, suggerimenti di hotel, proposte di ristoranti, abiti in vendita che anche se non vuoi comprare basta un attimo di distrazione e ce li hai già indosso, organi umani, viaggi nello spazio, comodissimi elefanti domestici ecc…

Dopo sforzi disumani, riusciamo finalmente a liberarci dalla ressa di venditori. Ci dirigiamo all’hotel prenotato anch’esso anticipatamente: ottima scoperta, la struttura gode di una terrazza dove si può cenare proprio di fronte al Taj Mahal.

Intendiamoci, l’hotel è assolutamente nella media dell’igiene indiana (le lenzuola sono di discutibile pulizia) ma venendo in questo Paese sono cose che metti in conto.

Fatehpur Sikri. La città fantasma

Nel giorno successivo, ancora dedicato alla città di Agra, con un tuk tuk condiviso con due simpatiche ragazze ucraine/cinesi ci dirigiamo a Fatehpur Sikri, la città fantasma in arenaria rossa.

Viaggio in india: fatehpur sikri
Fatehpur Sikri.

Come al solito la guida che prendiamo in loco per illustrarci questa bellissima città disabitata riesce a spillarci qualche soldo facendoci regalare ad un fantomatico principe un telo e dei fiori di loto (gli indiani sono più fantasiosi di noi italiani!).

Decidiamo di fermarci per vedere il tramonto con i colori dell’arenaria che diventano mano a mano più caldi. Rientriamo poi in hotel grazie all’aiuto di un uomo gentilissimo che ci supporta nel ritrovare la strada. Perché?  Perché il bus di ritorno ci scarica al buio in un incrocio. Pare che l’autista non avesse più voglia di guidare.

Varanasi. La città sacra.

Il giorno successivo risaliamo nuovamente su un treno diretto questa volta a Varanasi, la città sacra.

Perché sacra? Per la religione induista, se si muore a Varanasi il ciclo di reincarnazioni si interrompe e si raggiunge il Nirvana, ovvero il paradiso. Per questo Varanasi è abitata da uomini anziani, arrivati da ogni parte dell’India, che vivono in strada aspettando di morire.

Il fiume Gange.

Troviamo con facilità il tranquillo ed accogliente ostello.
Ceniamo sul terrazzino con il Gange davanti a noi: un fiume immenso e grigio che si porta via ogni cosa…in tre giorni vediamo transitarci dentro vacche, resti umani non bruciati del tutto durante le cerimonie funebri e molta sporcizia. Il fiume sacro per la religione induista si rivela un fiume dai mille volti.

Visitiamo alcuni Ghaat dove avvengono le cerimonie funebri. Osserviamo i corpi, avvolti in carta dorata e cosparsi di fiori, trasportati a spalle per le vie stracolme di persone. Direzione Gange, dove verranno bruciati su delle chiatte.

Il viaggio in India: la fine

Ultime 12 ore di viaggio in treno. Dedichiamo a Delhi gli ultimi 2 giorni girando tra i le bancarelle per i classici souvenirs da portare in Italia. Chiudiamo così in bellezza questo viaggio che rimarrà in noi come un tatuaggio, dal quale non possiamo più liberarci.

bambina indiana
Bambina indiana.

“L’India assale, prende alla gola, allo stomaco. L’unica cosa che non permette, è di restarle indifferente” (Tiziano Terzani).

Per sapere dove abbiamo soggiornato e leggere i nostri consigli spassionati sull’India clicca su https://www.unviaggiopercapello.it/india-impressioni-opinioni/

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4 pensieri su “Viaggio in India. La terra delle contraddizioni.

  1. Ciao, diario interessante, molto veloce direi…
    Solo un paio di considerazioni:
    – Jaisalmer è la città d’oro, perchè tutta in arenaria gialla, non rossa.
    – Il Taj Mahal non è propriamente in pietra bianca ovvero la pietra è il marmo
    – Shiva non è una Dea ma il Dio forse più venerato in India
    – la capitale si chiama Delhi e non Dehli
    A parte questo spero che vi siate divertiti e che tornerete ancora, magari per un viaggio più lungo.

    1. Grazie dei consigli, ho apportato le modifiche!
      E’ un viaggio che ho fatto nel 2012…la memoria ha fatto un brutto scherzo!

  2. Proprio mentre lascio questo commento i miei sono in viaggio in India. Per la terza volta.
    Io non l’ho ancora messa in cima alla lista perché penso di “non essere ancora pronta”, come spesso sento dire da chi non ci è ancora stato. Però forse hai ragione proprio tu, non si arriverà mai pronti abbastanza.
    Quindi bisogna fare solo una cosa: partire.

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